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Bruciore di stomaco: quando prendere i farmaci?

Bruciore di stomaco

Chi di voi non ha mai sofferto di bruciore di stomaco alzi la mano. Può trattarsi di un malessere passeggero dovuto ad un pasto eccessivo ma può derivare anche da un disturbo cronico o ricorrente dovuto ad una vera e propria patologia come ad esempio l’esofagite, la gastrite, il reflusso gastroesofageo, ulcera da stress.
Se per il bruciore di stomaco non basta un semplice rimedio naturale (alloro, melissa, passiflora, aloe vera, camomilla, ecc.), è consigliabile assumere un farmaco gastroprotettore detto anche antiacido o inibitore della pompa protonica. La sua funzione è proteggere lo stomaco da patologie oppure da effetti dannosi di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) che provocano lesioni alla mucosa gastrica.

 

Bruciore di stomaco perché?

Stress, fumo, alcol, un’alimentazione scorretta, abuso di antinfiammatori portano a ridurre la produzione dei cosiddetti gastroprotettori endogeni (muco, prostaglandine e bicarbonato).
Da una parte, riducono la formazione di questi gastroprotettori endogeni, dall’altra aumentano la produzione di agenti lesivi dei succhi gastrici come l’acido cloridrico e la pepsina.

Gli inibitori della pompa protonica non fanno altro che bloccare l’eccessiva secrezione di acido cloridrico nello stomaco sia quello basale sia quello stimolato dal cibo.

 

Bruciore di stomaco: combatterlo con i gastroprotettori

Quali sono i composti più utilizzati per la loro funzione di gastroprotettori quando si soffre di bruciore di stomaco? Quelli impiegati in terapia sono principalmente 6:

  • Omeprazolo
  • Esomeprazolo
  • Lansoprazolo
  • Dexlansoprazolo
  • Rabeprazolo

L’omeprazolo è il capostipite della classe di pro-farmaci noti come gastroprotettori o inibitori della pompa protonica (IPP).

Resta il migliore nella terapia per l’eradicazione dell’Helicobacter Pylori e la sua assunzione riduce il rischio di effetti collaterali come nausea, vomito e cefalea rispetto a lanzoprazolo o pantoprazolo.

 

Gastroprotettori in compresse o per via endovenosa

Di solito, i gastroprotettori per alleviare il bruciore di stomaco vengono assunti in compresse (o capsule) ed il loro effetto si prolunga fino a 2 giorni dalla somministrazione.
Oltre alle compresse, gli inibitori della pompa protonica possono essere somministrati anche per via endovenosa (lansoprazolo e pantoprazolo). Generalmente, si somministrano mezzora prima dei pasti. Inibiscono il 70% delle pompe in un periodo medio di 3 giorni.

 

Bruciore di stomaco: cause e trattamento con i gastroprotettori

Il bruciore di stomaco, come abbiamo accennato, può essere passeggero, dovuto ad un pasto particolarmente eccessivo oppure ad un’alimentazione scorretta. Se si manifesta ripetutamente nel tempo, potrebbe essere il sintomo di disturbi o patologie più serie.

I gastroprotettori funzionano in ogni caso, anche per patologie come l’ulcera peptica, da stress o da FANS, come pure per l’eradicazione da Helicobacter Pylori (in associazione ad antibiotici) o nel trattamento della sindrome di Zollinger.Ellison. Il disturbo più frequente e diffuso dei nostri tempi resta il reflusso gastroesofageo che richiede un trattamento con farmaci gastroprotettori della durata di 1-2 mesi.

Alleviare il bruciore di stomaco con gastroprotettori naturali

La terapia con l’utilizzo dei gastroprotettori è quella ideale per trattare patologie come reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera duodenale. Un trattamento prolungato, però, potrebbe provocare effetti collaterali che costringerebbero ad interrompere la terapia ed a cercare un’alternativa.

L’alternativa naturale agli inibitori della pompa protonica contro bruciori di stomaco e reflusso può essere Neobianacid (Aboca) con principi attivi vegetali. Si tratta di un aiuto naturale in grado di alleviare disturbi più lievi derivanti da stress o pasti eccessivi e sregolati.

Si può ricorrere anche ad estratti vegetali in forma di compresse o tisane a base di alloro, passiflora, melissa, ananas, liquirizia, aloe vera, ginseng, malva, camomilla, curcuma, altea, cardo, artiglio del diavolo, latte di mandorla o fico d’India.

 

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