Plasma iperimmune

Plasma iperimmune: antidoto contro il Covid?

Covid19

Plasma iperimmune – Nonostante se ne parli raramente, un aiuto contro il Covid prima dell’arrivo e della distribuzione di massa del vaccino potrebbe essere il plasma iperimmune. Esso probabilmente sarebbe in grado di garantire una svolta determinante nelle prime fasi della malattia. Il plasma iperimmune è una terapia che prevede il prelievo del plasma dalle persone guarite dal Covid-19, e la successiva somministrazione a pazienti affetti dalla stessa malattia.

Vediamo ora insieme cos’è e come agisce.

Plasma Iperimmune: cos’è e come agisce?

Come già spiegato in precedenza, il plasma iperimmune potrebbe risultare particolarmente efficace nel contrastare la malattia da Covid-19, prima del tanto atteso arrivo del vaccino.

Il plasma dei pazienti guariti contiene gli anticorpi che potrebbero fermare il virus nei nuovi malati da Coronavirus. I sottoposti a questa cura infatti, hanno riscontrato fin da subito un netto miglioramento soprattutto per quanto riguarda le capacità respiratorie.

 

Il plasma era già stato utilizzato in passato durante altre epidemie, e i risultati erano stati incoraggianti. Recenti studi ne hanno evidenziato l’efficacia se somministrato in fase precoce, perché in grado di diminuire la mortalità. Nonostante la validità del Plasma iperimmune però, a oggi non esiste ancora una cura certificata e standardizzata in grado di combattere il virus.

Tra le principali difficoltà incontrate troviamo un frazionamento degli studi che porta a risultati ancora poco attendibili.

 

Plasma: effetti positivi 

Abbiamo già detto come il plasma potrebbe risultare particolarmente importante nel migliorare le condizioni dei pazienti affetti da Covid. Le molteplici ricerche scientifiche sul  plasma dimostrano che la sua efficacia è stata riscontrata già decenni fa.

Il plasma inoltre, ha vinto il premio Nobel per la cura della difterite nei bambini e ha permesso un miglioramento radicale anche durante il Coronavirus.

 

I primi risultati sono stati incoraggianti, dal momento che la terapia ha avuto successo su oltre 70000 pazienti. I risultati positivi sul plasma inoltre, potrebbero influenzare in modo radicale la rapidità con cui torneremo alla normalità, quanto meno per colmare l’arco di tempo che ci divide dal vaccino.

Di fondamentale importanza ovviamente, rimane comunque la prevenzione negli ospedali, per garantire una sicurezza maggiore nei pazienti ricoverati.

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